FAQ

D: E’ possibile affittare a cittadini extracomunitari se il canone di affitto è equo?

R: Affittare ad un cittadino extracomunitario, privo del permesso di soggiorno, è lecito a patto che il canone di affitto sia equo. Questa è la conclusione cui è giunta la prima sezione penale della Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del proprietario dell´immobile oggetto di locazione, avverso il provvedimento di sequestro preventivo emesso dal Gip. (...)

D: Le agevolazioni prima casa spettano anche in caso di acquisto di immobile contiguo all’abitazione principale ?

R: È possibile fruire delle agevolazioni prima casa per acquistare un immobile adiacente all´abitazione principale (acquistata senza il beneficio), purché gli alloggi accorpati costituiscano un´abitazione unica rientrante nella tipologia degli alloggi non di lusso. (Risoluzione Agenzia delle Entrate 04/06/2009, n. 142/E). (...)

D: E´ possibile trasferire il mutuo presso un altro istituto di credito con atto di surroga e nel frattempo richiedere più del debito residuo senza perdere ovviamente i benefici fiscali previsti per l´acquisto della prima abitazione?

R: E´ possibile trasferire il mutuo presso una nuova banca richiedendo una somma aggiuntiva, ma non attraverso un´operazione di surroga che, come da legge, non prevede la variazione del capitale mutuato. Per ottenere ciò è necessario sostituire il vecchio prestito aprendo un nuovo rapporto con la banca entrante con un´operazione che risulta però più onerosa per il mutuatario. (...)

D: Fili elettrici scoperti o che si staccano dai muri, prese poco sicure, caldaie obsolete? Quali sono gli strumenti che il locatario ha per tutelarsi contro un proprietario negligente?

R: Fili elettrici scoperti o che si staccano dai muri, prese poco sicure, caldaie obsolete? Quali sono gli strumenti che il locatario ha per tutelarsi contro un proprietario negligente? La norma a cui fare riferimento è la legge 46 del 1990 che pone l´obbligo generico di realizzare gli impianti a regola d´arte, riferita agli edifici costruiti dopo l´entrata in vigore della legge. Per quelli precedenti, invece bastano dei piccoli adeguamenti. Per l´impianto elettrico, ad esempio, il proprietario ha l´obbligo di dotarlo del salva vita (che costa circa 80 euro) e di sostituire le prese esistenti con quelle di sicurezza. L´ente preposto al controllo è il Comune e le sanzioni in caso di inadempimento sono molto salate (da 100mila euro). (...)

D: Le scale si presumono di tutti i condomini, e quindi del condominio, salvo che si dimostri che la loro destinazione è rivolta solo a garantire un uso esclusivo di una parte dell’edificio.

Se è vero che le scale appartengono a tutti i condomini, anche quelle che portano all’ultimo piano, questa presunzione di comproprietà viene meno quando esse servono all’uso esclusivo di una parte dell’immobile riservata a un solo condomino. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza. Il codice civile fa un elenco (a titolo esemplificativo) di parti dell’edificio che si presumono essere di tutti i condomini (quindi in comunione tra loro), in quanto ritenute necessarie per l’esistenza dello stabile o perché permanentemente destinate all’uso o al godimento comune. Tra essi figurano le scale: anche la rampa che porta all’ultimo piano, quindi, non può essere chiusa con un cancelletto dal proprietario dell’appartamento ivi situato (leggi “Le scale sono tutte del condominio”). Infatti anche se le scale danno accesso alle proprietà esclusive, restano comunque di proprietà del condominio e non dei singoli condòmini. Tale presunzione di comproprietà, però, può essere superata se si dimostra una delle due seguenti circostanze:

se c’è un contratto che attribuisce la proprietà esclusiva di una determinata scala a un solo soggetto e non a tutti gli altri;

  • oppure se la destinazione della scala è rivolta a servire un solo condomino e non tutti gli altri. In tal caso, quindi, la presunzione di contitolarità viene superata perché il bene, per obiettive caratteristiche strutturali, è destinato a servire in modo esclusivo all’uso o al godimento di una parte dell’immobile. In tali casi viene quindi meno il presupposto per il riconoscimento di una contitolarità necessaria, giacché la destinazione particolare del bene supera la previsione contenuta nel codice civile che, invece, parla di comunione. (fonte: Legge per tutti)

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